giovedì 30 luglio 2015

ALBO BLOGGER ITALIA commento di Daniele Giordano

Questa pagina, a prescindere dalla sua titolazione, non vuole essere una subentrante a un Albo Professionale, tanto meno occupare un posto agli analoghi che invadono il web per avere un supposto (pre)dominante su categorie già esistenti. Questo per chiarire sin da subito! Ciò che intendiamo è presentare ai Blogger Italiani un prospetto con regole precise, afferrando quello spazio ancora incondizionato tra le pieghe di come si presume sia la libertà di stampa in un paese democratico, senza associarlo a manie di grandezza o cause istituzionali e tanto meno a partiti, creando tra i blogger sparsi sul territorio nazionale una rete per divulgare ed espandere le proprie notizie, fin dove può arrivare la sua estensione. Cosa difficile per una sola persona. Ecco del perché ogni Blogger dovrebbe fare parte di questo Albo Blogger Italia (in seguito chiamato e/o descritto con l’acronomo: A.B.I.) inviando un messaggio tramite la propria e-mail al seguente indirizzo: bloggerabiblogger@gmail.com inserendo i propri dati e facendo richiesta di adesione all’Albo.
In apertura, è stata descritta come “pagina” se dobbiamo essere realistici, sarebbe giusto definire questa “pagina” un network, esattamente come lo “schema del mondo” sulla pagina d’apertura di chi ci ospita. Sicuramente ognuno si porrà delle domande, a questo proposito tenteremo di anticipare alcune risposte: Iscrivendosi cosa dovremmo aspettarci? Siamo alle solite! Intanto per essere iscritti all’A.B.I. e poter pubblicare i propri articoli, si dovrà seguire alcune regole di base deontologiche, poi ogni aderente se desidera può pubblicare, sotto la propria responsabilità Civile e Penale tutto quello che anela, naturalmente previa verifica. Per dare maggior risalto alla pagina, ogni iscritto inviterà i suoi amici a leggere non soltanto il suo scritto, anche quelli pubblicati dagli altri Blogger, oppure può semplicemente iscriversi senza pubblicare nulla e neppure commentare o viceversa. Semplice vero? Qui a seguito portiamo a conoscenza alcune delle regole che permetteranno sia di poter entrare a farne parte e pubblicare qualsiasi articolo o commentare, sempre sotto la responsabilità di chi scrive.

Torino (Italia) giovedì 30 luglio 2014 

giovedì 9 luglio 2015

CI RISIAMO… DI NUOVO PEPERONI… recensione di Daniele Giordano

Una città alle porte di Torino, ricca di storia, sempre in movimento, una popolazione che ha puntato tutto sull’agricoltura e non solo sin dai tempi lontani. Potrebbe essere definita una città quella di Carmagnola… al centro del mondo! Sì perché ha conquistato i quattro continenti per le sue eccellenze delle quattro specie di peperoni: Quadrato, si presenta da tre a quattro punte in forma quadrata; Lungo Corno di Bue, prende il nome dalla sua forma allungata e conica con tre o quattro lobi; Trottola, ha la tipica forma cuoriforme con la punta leggermente estroflessa o tronca; Tumacot, aspetto tondeggiante schiacciata ai due poli… proprio come un pomodoro. Sono loro i protagonisti da sessantasei anni! La Sagra del Peperone giunta alla sua 66° Edizione dal 28 agosto al 6 settembre 2015, è la sagra riconosciuta a livello nazionale, anche se  i compratori arrivano da ogni dove. L’edizione di quest’anno ha voluto identificare la sagra aggiungendo un pizzico di fantasia in più per evidenziarla tra le sagre che ogni regione realizza nel corso dell’anno, aggiungendo la parola: PEPERO’ sotto a un ridente peperone! Come sempre ci saranno spettacoli adatti a grandi e piccini, questi ultimi avranno spazio con iniziative di grande interessa: Sport & Avventura e Uniti per Proteggere. Per tutti, degustazione del prodotto tipico carmagnolese, iniziando dal “pane della sagra” al suo indiscusso e apprezzato “Carmagnolotto” l’altro anno fu presentato ripieno di ricotta e peperoni… ora si assaggeranno… al gusto di caffè! Carmagnola non è solamente “sagra” tante sono le cose da vedere, anche in tempi diversi, iniziando dai Musei… scoprendo cose che manco immaginavate sino alle attente mostre che Palazzo Lomellini offre!


Torino, 3 luglio 2015

venerdì 26 giugno 2015

QUESTO AVVISO E’ SEMPRE ATTIVO ANCHE SE NON VIENE ABITUALMENTE SCRITTO SULLE PUBBLICAZIONI. (a cura dell’autore del blog)

La riproduzione degli articoli presenti sulle pagine di questo blog è consentita esclusivamente citando la fonte, l’autore e il link. Altresì informa che questo blog non rappresenta in alcun modo una testata giornalistica, giacché viene aggiornato senza alcuna periodicità, pertanto non considerarsi un prodotto editoriale in base alla legge n° 62 del 07/03/2001. Le eventuali foto o filmati presente sul Blog, sono dei rispettivi autori che inviano il loro materiale. Qualora questi violino i diritti d’autore o d’immagine, saranno rimosse in seguito previa comunicazione da parte degli interessati.
Pertanto cari amici lettori, volevo innanzi tutto ringraziarvi della vostra dedizione nel seguirmi attraverso il blog leggendo le mie recensioni. Considerando che i dati forniti su chi legge, provengono dalle Americhe, dall’Est, Italia chiaramente, senza elencarli tutti, le statistiche fornite, giungono dai quattro angoli della terra, estendendo il Blog rendendolo vitale. Di conseguenza, il parere personale espresso, è basato in conformità allo spettacolo visto o l’argomento da me scelto, non per questo devo sentirmi necessariamente costretto a scrivere la mia opinione, giacché stabilisco personalmente se scriverla oppure no, diffondendo il mio parere su cosa ho visto o letto. Per questo motivo, tengo a precisare che questo blog, non può considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001
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sabato 6 giugno 2015

LE JEU DE L'AMOUR ET DU HASARD recensione di Daniele Giordano

Pierre Carlet de Chamblain de Marivaux, drammaturgo e scrittore francese, considerato il più importante commediografo di Francia del XVIII secolo, intitola così “il gioco dell’amore e del caso” uno dei suoi capolavori. Il testo, incentrato sullo scambio di ruoli tra alcuni personaggi della vicenda, ricorda la Commedia dell’Assurdo. Prontamente, la compagnia Saltapasti, rivisitandone il contenuto l’ha portato in scena recentemente al Teatro Matteotti di Moncalieri (TO) ricevendo numerosi applausi. Attraverso una forma espressiva qual è la commedia, riesce a descrivere in un gioco l’amore, sebbene la pièce sia del 1729, continua nelle sue ambigue metamorfosi ludiche dei personaggi e le parole penetranti, lascia allo spettatore una riflessione del nostro quotidiano. Durante la recita, si susseguono scambi tra servi nei panni di padroni e padroni vestiti da servi, tutti alla ricerca dell’amore, parola dal suono melodioso e magico, conservandone durante la recitazione la grazia e la superiorità di Marivaux, urtandosi spesso con le consuetudini convenzioni di società del tempo, facendo emergere contraddizioni dei personaggi divisi tra la verità e l'inganno. E’ come dire "essere e apparire" sul gioco della passione, mostrando l'essenza di una natura umana instabile, piena di perplessità. Per fortuna… alla fine, proprio sulla parola "amore" è trionfo! Interpretato da Cecilia Agapito nel ruolo di Margherita, Matteo Bizzotto è Dorante. Chi se non Luca Buggio poteva impersonare Orgone, mentre Sara Consoli è Lisetta, invece nei panni di Arlecchino trova Lorenzo Goria e poi Alessandro Guzzardi (Doremi), infine Bianca Montanaro è Silvia.

Torino (Italia), sabato 6 giugno 2015



giovedì 21 maggio 2015

ULTIMI GIORNI DEL TORINO FRINGE FESTIVAL recensione di Daniele Giordano

Per sapere cosa offriva la serata sugli spettacoli del Torino Fringe Festival… ci siamo “parcheggiati” al Garage Vian ed eccone i risultati.
NIÑA
Gatto Vaccino Teatro, compagnia torinese presenta Nina di Roberta Maraini ed Enrico Seimandi. La stesura scenica, ideata per il progetto D. N. A. (Drammaturgie Non Allineate) su l’infanzia e adolescenza, finalista a Premio Scenario 2012, narra il percorso evolutivo degli adolescenti… costantemente in fase di crescita, non solo costituzionale, con le esplosioni ormonali, restano ancora ancorati nel loro mondo onirico, con le loro fantasie infantili, spesso dimenticate dagli adulti, durante il loro passaggio adolescenziale. Ricordare per l’adulto, è come tornare indietro nel tempo remoto… ad alcuni forse non piace. L’attrice è disinvolta e padrona dello spazio che la circonda, anche quando interagisce col pubblico, accostandosi a esso dolcemente, usando un semplice cenno di penna, per invitare lo spettatore a scrivere una frase “sul magnifico abito” sarebbe meglio dire… la sua < possente armatura da Samurai > composta di fogli di carta bianca… fragile, come sono gli adolescenti nella loro purezza. La Maraini nella sua splendida esecuzione teatrale percorre queste metafore con movimenti armoniosi unendoli a effetti sonori e luminescenti scelti con perizia da Seimandi, accentuando ancor più l’evolversi del dramma, cioè lo staccarsi da quelle immaginazioni fantasiose giovanili… che zavorrano e contrastano ancora la separazione, sino a gustare l’invasione di brivido che invade, si diffonde su tutto il corpo… assaporando il primo bacio ricevuto! Lo spettacolo sebbene fosse prodotto per bambini in età dello sviluppo, si coniuga benissimo anche per gli adulti… forse come messaggio sublimale a difesa delle fasi adolescenziali che l’individuo attraversa. La serata continua…
CLOWNLOVESHOW
Immaginatevi un palco vuoto tranne che per due sedie ai lati, al centro del soffitto… penzola un cappio… Incominciamo bene anzi, male. Come se questo non bastasse, alle spalle degli spettatori, tanto per capirci dal fondo della sala, si sente un lamento, forse più simile a un piagnucolio, un miscuglio tra gemito e pianto. E’ quello di Antonio Willy Villetta (Crab – Torino), fa il suo ingresso in scena piangendo! Il pubblico intuisce (diciamo vede) il perché di questo singhiozzare: ha il cuore spezzato (in modo ben visibile). Lentamente, prende possesso del palco con il suo continuo piagnisteo chiede aiuto a un’anima gentile che lo aiuti a salire sulla sedia. Dal gesto è intuibile il seguito della scena. Nell’infilare il cappio saluta i suoi amatissimi, ultimo singhiozzo, balzo dalla sedia e… tutto finito!  Così inizia Clowloveshow. Uno spettacolo amorevolmente clownesco, simpaticamente cerca unire (presi tra il pubblico) due sconosciuti, invitandoli sul palco a interagire tra loro, iniziando con un gesto premuroso… diventando complice di suggerimenti fornendo loro qualche consiglio per fare crescere ciò che l’artista Villella… ha perso: l’Amore! Per amor loro… funge da “cupido” senza frecce… ma con regali. Uno spettacolo che tocca veramente il cuore dei presenti. L’amore per il clownesco, unisce grandi e piccini, ma il clou dello spettacolo, avviene quando l’artista entra in scena con una torta… ho addirittura col secchiello pieno d’acqua… E’ il caso di dire: il cielo aiuti, i presenti. A Willy tutto questo riesce in modo naturale e, cosa non riesce a combinare tra le risate e sgomento che impregna il pubblico. Durante lo spettacolo c’è da aspettarsi veramente di tutto… anzi di più, ma l’esperienza gioca un ruolo assai importante e Villetta conosce bene il risultato! Le sue mimiche facciali, la gestualità, i suoi gemiti gutturali impreziosiscono la rappresentazione, in alcuni casi anche senza gag, la sua espressività è la carica di questo piacevolissimo intrattenimento vede l’artista dal suo passaggio circense al sentimento amoroso, senza parlare di come riesce a interagire con grandi e piccini durante la “battaglia” senza svelare quale, sino compimento finale... toccante, apprezzato da tutti. Questo spettacolo non è da commentare, bensì da vedere! Penavate fosse finita la serata?

ANGELO DELLA GRAVITA’ (un’eresia)
S’intitola Angelo della gravità (un’eresia), autore Massimo Sgorbiani, tratta marginalmente l’opulenza sugli obesi senza entrare nel merito, poiché forse è solo un pretesto per mettere in luce un caso apparso su un giornale americano. Qui entra in gioco Michele Schiano di Cola proveniente da Napoli per deliziarci con una commedia da forti tinte. Come accennavamo la notizia riguardava un detenuto “ospite” nel braccio della morte con l’accusa di omicidio. Malgrado questo, Lo Stato che lo accusava, non poteva eseguire la sentenza emessa a causa della sua smisurata obesità, giacché l’enorme peso avrebbe spezzato non la vita del detenuto… bensì il cappio! Se pur le due opposizioni fossero contrastanti, la giustizia doveva in qualche modo procedere il suo corso… quindi con “l’aiuto del detenuto” lo misero a dieta! Il racconto è un paradosso e, va da sé, mentre il lavoro svolto da Michele sul palco va ben oltre la nostra immaginazione, egli scandisce i momenti precedenti alla sua cattura, iniziando dall’adolescenza sino al dopo la sua reclusione. Comparando le vicende che hanno portato a questo, sono alla base un delitto e sue relative conseguenze. Il detenuto, in attesa di espiare la propria colpa digiunava, faceva jogging per bruciare le kilocalorie. Intelligentemente, sapendo che il suo ultimo pasto non potesse essere negato, sarà lo scopo immaginare quale potrà essere la sua richiesta… un’enorme torta con abbondante crema! L’obeso approda alla visione celeste degli “angeli della gravità” che grazie alle loro ali vincono il peso della materia e si elevano verso l'Onnipotente. Nella certezza di entrare a far parte della schiera di questi angeli, il condannato affronta con serenità la sua morte imminente e si consegna a una paradossale ma autentica santità. A parte questo, dovremmo soffermarci sulla carica emotiva che l’attore Michele Schiano trasporta nel suo monologo, coinvolgendo lo spettatore a restare incollato alla sedia senza annoiarsi, attenti a seguire l’evolversi dei passaggi e del suo impreziosito dialogo sino alla fine. In quest’andirivieni altalena della vita, recitata in maniera esaustiva da Michele Sciano di Cola, fa notare l’infanzia del personaggio alquanto spoglia, miseramente logora, facendo notare senza falsi pudori la recitazione dell’interprete, eseguita in modo soddisfacente, raccontando i transiti non dell’obesa figura ma dell’infantile intrappolato in un corpo cresciuto a dismisura… meritevole interpretazione! Siamo giunti alla fine della serata.
SHYLOCK
Edimburgo nel suo festival, ha acclamato Shylock, lo spettacolo portato in scena e proposto da Mauro Parrinello per scelta di Francesca Montanino (provenienti da Genova/Roma) e amante della commedia Il Mercante di Venezia. Prende spunto dal personaggio uscito dalla penna di William Shakespeare, con un’insolita ipotetica verità e visione esilarante di tale opera teatrale. Il pubblico abituato a rappresentazioni di genere, non troverà una scenografia adeguata all’opera… giacché, vedranno semplicemente un muro… di scatole che l’artista aprendole di tanto in tanto, tra mimica e gag, inserisce il suo contenuto nel racconto. Simpaticamente inizia con il dileggiare supponendo che l’opera teatrale è un doppione di un’altra ben più nota commedia, quella di una novella trecentesca di sir Giovanni Fiorentino, detto Il Giannetto, prima novella della giornata quarta della raccolta di cinquanta conosciuta come  che Shakespeare ebbe modo di conoscere nella traduzione di William Painter. Chi non conosce l’opera teatrale del drammaturgo, difficilmente riuscirà a catturare le sfumature che compongono il lavoro di Gareth Armstrong autore della commedia, ma anche senza essere informato apprezzerà l’artista Parrinello nella sua effervescente esecuzione. E’ stato interpretato in modi che riflette come gli ebrei erano comunemente visti ai tempi di Shakespeare. Nel racconto, sono conservati, i personaggi Bassanio, Shylock e Porzia, oltre che la vicenda della penale di una libbra di carne. Potremmo paragonarla una dark comedy. Del resto, Shylock ha sempre diviso l’opinione pubblica: è un cattivo oppure la vittima del dramma, se non addirittura un personaggio ancor più intrigante? Parrebbe dire… questo è il vero problema… In breve, la trama portata in scena racconta di un giovane gentiluomo veneziano, che vorrebbe la mano di Porzia, ricca ereditiera di Belmonte. Per corteggiare degnamente Porzia, fa richiesta al suo carissimo amico Antonio di 3.000 ducati in prestito. Antonio, pur amando Bassanio, non può prestargli il denaro, poiché ha interamente investito nei traffici marittimi. Tuttavia garantirà per lui presso Shylock, ricco usuraio ebreo, disprezzato dai cristiani e a sua volta li disprezza. Soprattutto non sopporta Antonio, il mercante di Venezia, che presta denaro gratuitamente, facendo abbassare il tasso d'interesse nella città, e che lo umilia pubblicamente con pesanti insulti. Shylock accorda il prestito a una condizione in caso di mancato pagamento, vuole una libbra della carne di Antonio. La sfortuna si accanisce su Shylock: sua figlia Jessica fugge da casa sposando un cristiano di nome Lorenzo, fuggendo ha portato con se  2.000 ducati e soprattutto lo scrigno contenente l’anello donato a Shylock dalla defunta moglie. L'unica consolazione di Shylock deriva dalla sfortuna di Antonio, non potrà saldare il debito. Mauro Parrinello dimostra la sua brillantezza d'interpretazione, con una tra le più belle creazioni di Shakespeare portando anche in piccoli spazi la magia del teatro!

Torino (Italia), sabato 16 maggio 2015






venerdì 15 maggio 2015

ULTIME BATTUTE DEL FRINGE FESTIVAL recensione di Daniele Giordano

Siamo alle ultime battute del Torino Fringe Festival, il suggerimento è affrettatevi per assistere agli ultimi spettacoli dei vostri beniamini, soprattutto quelli provenienti da lontano, magari per scoprire nuove e piacevoli sensazioni di vedute. Capita però alle volte che ci s’imbatte in uno spettacolo segnalato dalle “voci di corridoio” in modo soddisfacente, per poi trovarsi di fronte l’attore che non riesce a far sentire le battute del suo soliloquio allo spettatore della terza fila o peggio ancora… interrompere un pezzo perché stava recitando un’altra cosa confusamente… può capitare anche questo! Tralasciando l’attore e i suoi soldatini, dopo la pesantezza dello spettacolo, si è pensato e preferito darci al “porn” in silenzio però! Così per terminare il nostro giro abbiamo scelto il BLAH BLAH, un locale di via Po, l’ex cinema King Kong per intenderci, assistendo a un cineconcerto dal titolo Silent Porn. Proiezioni di cortometraggi “erotici” muti degli anni ’20 provenienti da Francia e Stati Uniti, accompagnati dal vivo da Supershock. Lo spettacolo in sintesi è un viaggio nei costumi, il ruolo del sesso nella cultura, uno spettacolo vietato ai minori… si vede di peggio oggigiorno, senza essere proibito. Paolo Cipriano ci trasporta con la musica della sua fedele chitarra a seguire le rappresentazioni datate. Lo strumento emette note che si legano alle immagini dando spazio a un concerto, mettendo in risalto l’espressione della libertà sessuale all’inizio del ‘900. Almeno abbiamo terminato in modo soddisfacente non per le immagini pudiche, bensì per l'esibizione musicale del chitarrista a differenza di com’era iniziata la serata!

Torino (Italia), giovedì 14 maggio 2015


martedì 12 maggio 2015

FLIC SCUOLA DI CIRCO E REALE SOCIETÀ GINNASTICA TORNO recensione di Daniele Giordano

Chapiteau, per dire tendone da circo, ma anche per presentare con orgoglio un evento nell’ambito di Torino 2015 Capitale dello Sport. Sono tredici gli appuntamenti di circo contemporaneo che la Flic Scuola di Circo propone sotto quello che i circensi chiamano chapiteau, duecento posti a sedere interamente gratuiti per le rappresentazioni distribuiti tra il mese di maggio e giugno del corrente anno. Aprire la serata è l’artista Francesco Giorda, conosciuto per le sue performance teatrali ricche di contenuto, presenta un trio al femminile con Julia Padilla Domene Maira Aggio e Tania Simili, provenienti da Svizzera, Brasile e Messico formando la compagnia Yaga d’Oya, si esibiscono in un work in progress dal titolo Fil en Trace. Un miscuglio tra un ipotetica figura fatta di tessuto all’interno un fil rouge che unisce armoniosamente queste dinamiche contorsioniste esprimendo i loro sogni e ambizioni. Andrea Castiglia della compagnia Circo Puntino, anche lui presenta un esercizio in costante mutamento e studio: Aria-Progetto Crudo. Con un semplice aeroplano di carta… quelli che si facevano per gioco da bambini (dopo notevoli studi), fa compiere voli pindarici con semplici gesti circensi l’evolversi della creatività tra lui e il fragile oggetto. Elena Burani del Collettivo 320 kili, presenta uno studio teatrale sulla femminilità dal titolo: Piume. Questo continuo lavoro di progressione s'ispira attraverso movimenti inusuali circensi a dipinti e poesie di Frida Khalo che riportano lo spettatore a cogliere l’intimo, la sua libertà o l’imprigionamento descritto da suoni e gesti. Poi è la volta di Raoul Gomiero col suo numero di Pizza Boy, dove ogni pizzeria… gradirebbe avere un “pizzaiolo” come lui! Il duo Stevie Boyd e Giada Negroni della compagnia Duedà, prendono spunto da una poesia di Robert Frost presentando Diverged, nella scelta difficile di prendere decisioni, poiché la vita stessa è un’infinita decisione. Un acrobata aereo e una danzatrice sono la stessa faccia della medesima medaglia… semplicemente contrapposti… ragione o follia… coscienza e incoscienza…Il continuo scrosciare di applausi tra un numero e l’altro di questi lavori continua, l’attenzione che il pubblico riversa durante le performance a questi bravi circensi dimostra affetto nei loro confronti. Ed ecco apparire Eva Lunardi, fondatrice della compagnia Circo SottoVuoto, uno spettacolo ancora senza un titolo, ma di grande impatto. E’ la donna oggetto, la bambola o gentil sesso che sia, senza alcuna espressione, ma una grande carica di ribellione pervade dentro quel manichino rompendo il diaframma esibendosi con uno spettacolare esercizio al tessuto aereo, pregno di emozioni. Pasadella è il titolo che Piergiorgio Milano propone tra colpi di frusta e sogni ad occhi aperti. Dopo tanta serietà vista attraverso gli occhi dei performers e le loro esibizioni di tutto rispetto… entra in scena Lei la star per antonomasia… accompagnata da un caloroso applauso… Cristina Geninazzi, meglio conosciuta come miss Jenny Pavone! Appare una figura vestita in modo burlesco, mentre addenta voracemente il suo panino. E’ l’unione tra il clownesco, teatro fisico  e le varie discipline aeree tutto contemporaneamente mentre continua a ingozzarsi il suo “prezioso panino” rendendo lo spettacolo effervescente e volutamente frivolo tra le continue risate dei presenti a causa degli episodi divertenti che presenta durante l’esibizione… con un finale simpaticamente osè… I prossimi appuntamenti riprenderanno il 16 e 17 maggio sempre alle ore 21:00 nello spazio di piazza d’Armi in Torino per poi proseguire sino al 14 giugno sempre con ingresso gratuito.

Torino (Italia), martedì 12 maggio 2015