Sabato 19/06/2010 si legge su un quotidiano torinese un articolo scritto dal direttore del medesimo su cosa ci propinano sulle nostre tavole, le più disparate sostanze tossiche, naturalmente a nostra insaputa, riportiamo testualmente quanto descritto dal giornalista: (…) dalle Alpi alle Piramidi la chimica irrompe sulle nostre tavole e noi senza accorgerci le consumiamo (…) continua elencando diverse sostanze nocive. In un dossier Legambiente scrive “Pesticidi nel Piatto 2010” e ci va pesante. La domanda dopo questa riflessione è spontanea, ma cosa servono queste strutture e i loro surrogati se non riescono a cautelare il piatto di chi lo consuma? Inoltre perché non riescono a fermare questo irreversibile cataclisma che incombe su ciascun individuo, bambini compresi. Umanità pressoché inerme, privi di alcun potere. Inermi e privi un corno! Quando persone col sorriso e gadget alla mano o inviti a cena si presentano inesorabilmente all’incirca ogni quattro anni per chiedere di porre una semplice ed innocua “ X “ su di una scheda, quello sarebbe il momento giusto per riflettere e domandarsi dove erano quando veniva servito quel piatto.
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