giovedì 31 dicembre 2015

IL CLASSICO: “DORIAN GRAY” recensione di Daniele Giordano

Tempo fa c'è capitato di assistere a un classico di Oscar Wilde: Il ritratto di Dorian Gray. Gli affezionati conoscono la storia legata al ritratto. Tante le compagnie teatrali cimentate in questa commedia, alcune con scarso successo, almeno per il momento non è questo il punto. In questo commento, è rilevare non solo la maestria del regista ma di tutta la compagnia, riuscendo a soddisfare l’esigenza dello spettatore, pur senza entrare ancora nel merito della bravura degli attori. Iniziamo partendo dall’allestimento della scenografia. Benchè lo spazio sia minimo a disposizione, diventa arduo mettere in scena un'opera teatrale di tale spessore. Nonostante ciò, il direttore artistico è riuscito far stare tutti i quadri che compongono l’opera in una ridotta dimensione come quella del Lombroso 16, dell'omonima via in Torino. Sembra assurdo parlare di questo, poichè le piccole cose fanno la distinzione, evidenziando la professionalità dell’allestitore! Entrando invece nel merito degli attori, campeggia la competenza artistica di Marina Di Paola (cura anche adattamento al testo insieme al regista), riesce a “infastidire brillantemente” con la cinica figura di Dorian Gray, il ruolo è stato apprezzabile. Che dire delle qualità di attore riuscendo a dare la giusta sensibilità alla figura di Basil Hallwort, perfettamente interpretato da Massimo Saracino. Con loro si affaccia una figura nota in ambito teatrale, quella di Massimo Chionetti, riveste i panni di Lord Herry Watton, ruolo non facile, la sua preparazione artistica gli rende giustizia. Due nuove entrate si fondono nella compagnia. Abbiamo Marta Grosso e Chiara Primiani, rispettivamente Sybil Vane e Signora Vane. Non ultimo Riccardo Micca, senza avere benché un minimo d’incertezza, gli tocchi il difficile compito del prosatore, la sua abilità oratoria, ha fatto in modo che la narrazione non distogliesse o annoiasse mai il pubblico per tutto il tempo del componimento teatrale. Tutto questo… non avrebbe luogo e senso… se non ci fossero le due compagnie “legate da qualche tempo”, quali Thealtro e L’Opera Rinata – CambiaMenti Teatro, entrambe continuano con successo il loro percorso artistico, all’occasione si ”fondono” creando spettacoli di rilievo come in questo caso. Guardando l’insieme della realtà, il merito si deve riconoscere chi per certi versi “tiene  le redini” di tutto questo. Lui, l’uomo dei CambiaMenti Teatro: attore, autore e regista Valter Carignano, in questa pièce lo troviamo nei panni di Isaacs. La sua bravura, è tale che con disinvoltura egli passa dalle Opere e Romanze alle sue Giallocomiche nei racconti del commissario Pautasso, sino a offrire un capolavoro come Dorian Gray, proponendo drammaturgie sempre ricercate. Le due compagnie, hanno dimostrato nelle loro interpretazioni, di saper dare ciò che lo spettatore si aspetta, suscitando innovazioni da parte loro!

Torino (Italia), martedì 29 dicembre 2015 

martedì 29 dicembre 2015

UN “CAVAGNA SENZA DON” recensione di Daniele Giordano

Potrebbe sembrare il sequel di Highlander… e poi ne rimase solo uno! Su di lui, i titoli dei quotidiani rincarano la dose proprio perché ultimo tra i nomi di rilievo come i capiscuola: Macario, Campanini e Ferrero, tanto per citare alcuni che han fatto grande il teatro recitando le commedie in piemontese. Ora è rimasto solo lui. Se non si è capito, stiamo parlando di Giorgio Molino, ultimo baluardo della commedia dialettale in piemontese.
La sua carriera inizia al teatro Carignano in un lontano 1945 con < Bimbi alla ribalta > e, senza elencare tutti i titoli…portati in palcoscenico, di strada né ha percorso da allora. Se i prosceni potessero parlare… si sentirebbe un eco di ovazione nei suoi confronti. In quest'ultimo periodo ha dovuto assentarsi per un’intera stagione dal suo amato pubblico sia per il genere, altrettanto per stima a Molino, ora come nuovo, pronto a celebrare i suoi settant’anni di carriera tra loro, portando uno spettacolo nel bellissimo teatro, San Giuseppe (via Andrea Doria 18 Torino), proprio durante le feste natalizie. Non stanco della polvere teatrale “assaporata” sui molteplici palchi, incrollabile continua il suo cammino, tant’è che da poco ha fatto rinascere dalle ceneri di un dopolavoro aziendale di una nota casa di pneumatici un luogo culturale, con tanto di teatro, perché tanta è la sua passione. La dinamicità che sprigiona, si trova in ogni suo spettacolo, come ad esempio l’ultimo lavoro “Quel Cavagna senza Don” curandone stesura e regia, dove troviamo il Cavagna tra i pensionanti di un ospizio… una farsa tipica della commedia piemontese. A fare da corollario di questo “gerontocomio” troviamo nei rispettivi ruoli, interpreti come Giulio Liberati, Alessandra Botticelli, Gioachin, Margherita Amateis, Ugo De Los Rios, con Daniele Villari, Luisella Aghem, Eliana Ferrero e poi ancora Gabriele Gerardi, Roberto Chiarelli, Lucia Colla e Giacomino Bardina. Lo spettacolo si apre tra le classiche note della canzone Amapola (e altre), con grande perizia suonata tutte dal vivo dal Maestro Alberto Vindrola. Su “Quel Cavagna senza Don” il pubblico è preparato, ma quello che non sa ancora, è cosa ha scritto su di lui Giorgio Molino in merito a questa nuova commedia, sta a voi scoprirlo andando a vederla… Si replica sino al 6 gennaio, mentre la notte di Capodanno oltre i soliti festeggiamenti ci sarà una sorpresa in più dalle ore 00,30 con uno spettacolo in aggiunta.

Torino (Italia), lunedì 28 dicembre 2015