giovedì 31 dicembre 2015

IL CLASSICO: “DORIAN GRAY” recensione di Daniele Giordano

Tempo fa c'è capitato di assistere a un classico di Oscar Wilde: Il ritratto di Dorian Gray. Gli affezionati conoscono la storia legata al ritratto. Tante le compagnie teatrali cimentate in questa commedia, alcune con scarso successo, almeno per il momento non è questo il punto. In questo commento, è rilevare non solo la maestria del regista ma di tutta la compagnia, riuscendo a soddisfare l’esigenza dello spettatore, pur senza entrare ancora nel merito della bravura degli attori. Iniziamo partendo dall’allestimento della scenografia. Benchè lo spazio sia minimo a disposizione, diventa arduo mettere in scena un'opera teatrale di tale spessore. Nonostante ciò, il direttore artistico è riuscito far stare tutti i quadri che compongono l’opera in una ridotta dimensione come quella del Lombroso 16, dell'omonima via in Torino. Sembra assurdo parlare di questo, poichè le piccole cose fanno la distinzione, evidenziando la professionalità dell’allestitore! Entrando invece nel merito degli attori, campeggia la competenza artistica di Marina Di Paola (cura anche adattamento al testo insieme al regista), riesce a “infastidire brillantemente” con la cinica figura di Dorian Gray, il ruolo è stato apprezzabile. Che dire delle qualità di attore riuscendo a dare la giusta sensibilità alla figura di Basil Hallwort, perfettamente interpretato da Massimo Saracino. Con loro si affaccia una figura nota in ambito teatrale, quella di Massimo Chionetti, riveste i panni di Lord Herry Watton, ruolo non facile, la sua preparazione artistica gli rende giustizia. Due nuove entrate si fondono nella compagnia. Abbiamo Marta Grosso e Chiara Primiani, rispettivamente Sybil Vane e Signora Vane. Non ultimo Riccardo Micca, senza avere benché un minimo d’incertezza, gli tocchi il difficile compito del prosatore, la sua abilità oratoria, ha fatto in modo che la narrazione non distogliesse o annoiasse mai il pubblico per tutto il tempo del componimento teatrale. Tutto questo… non avrebbe luogo e senso… se non ci fossero le due compagnie “legate da qualche tempo”, quali Thealtro e L’Opera Rinata – CambiaMenti Teatro, entrambe continuano con successo il loro percorso artistico, all’occasione si ”fondono” creando spettacoli di rilievo come in questo caso. Guardando l’insieme della realtà, il merito si deve riconoscere chi per certi versi “tiene  le redini” di tutto questo. Lui, l’uomo dei CambiaMenti Teatro: attore, autore e regista Valter Carignano, in questa pièce lo troviamo nei panni di Isaacs. La sua bravura, è tale che con disinvoltura egli passa dalle Opere e Romanze alle sue Giallocomiche nei racconti del commissario Pautasso, sino a offrire un capolavoro come Dorian Gray, proponendo drammaturgie sempre ricercate. Le due compagnie, hanno dimostrato nelle loro interpretazioni, di saper dare ciò che lo spettatore si aspetta, suscitando innovazioni da parte loro!

Torino (Italia), martedì 29 dicembre 2015 

martedì 29 dicembre 2015

UN “CAVAGNA SENZA DON” recensione di Daniele Giordano

Potrebbe sembrare il sequel di Highlander… e poi ne rimase solo uno! Su di lui, i titoli dei quotidiani rincarano la dose proprio perché ultimo tra i nomi di rilievo come i capiscuola: Macario, Campanini e Ferrero, tanto per citare alcuni che han fatto grande il teatro recitando le commedie in piemontese. Ora è rimasto solo lui. Se non si è capito, stiamo parlando di Giorgio Molino, ultimo baluardo della commedia dialettale in piemontese.
La sua carriera inizia al teatro Carignano in un lontano 1945 con < Bimbi alla ribalta > e, senza elencare tutti i titoli…portati in palcoscenico, di strada né ha percorso da allora. Se i prosceni potessero parlare… si sentirebbe un eco di ovazione nei suoi confronti. In quest'ultimo periodo ha dovuto assentarsi per un’intera stagione dal suo amato pubblico sia per il genere, altrettanto per stima a Molino, ora come nuovo, pronto a celebrare i suoi settant’anni di carriera tra loro, portando uno spettacolo nel bellissimo teatro, San Giuseppe (via Andrea Doria 18 Torino), proprio durante le feste natalizie. Non stanco della polvere teatrale “assaporata” sui molteplici palchi, incrollabile continua il suo cammino, tant’è che da poco ha fatto rinascere dalle ceneri di un dopolavoro aziendale di una nota casa di pneumatici un luogo culturale, con tanto di teatro, perché tanta è la sua passione. La dinamicità che sprigiona, si trova in ogni suo spettacolo, come ad esempio l’ultimo lavoro “Quel Cavagna senza Don” curandone stesura e regia, dove troviamo il Cavagna tra i pensionanti di un ospizio… una farsa tipica della commedia piemontese. A fare da corollario di questo “gerontocomio” troviamo nei rispettivi ruoli, interpreti come Giulio Liberati, Alessandra Botticelli, Gioachin, Margherita Amateis, Ugo De Los Rios, con Daniele Villari, Luisella Aghem, Eliana Ferrero e poi ancora Gabriele Gerardi, Roberto Chiarelli, Lucia Colla e Giacomino Bardina. Lo spettacolo si apre tra le classiche note della canzone Amapola (e altre), con grande perizia suonata tutte dal vivo dal Maestro Alberto Vindrola. Su “Quel Cavagna senza Don” il pubblico è preparato, ma quello che non sa ancora, è cosa ha scritto su di lui Giorgio Molino in merito a questa nuova commedia, sta a voi scoprirlo andando a vederla… Si replica sino al 6 gennaio, mentre la notte di Capodanno oltre i soliti festeggiamenti ci sarà una sorpresa in più dalle ore 00,30 con uno spettacolo in aggiunta.

Torino (Italia), lunedì 28 dicembre 2015  



martedì 24 novembre 2015

L’OCCASIONE, FINE DELLA TRILOGIA recensione di Daniele Giordano

Marco Cavallaro attore teatrale, l’abbiamo visto in situazioni recitative diverse (alcune anche troppo bizzarre), questo ci ha permesso di formulare opinioni. I brusii benevoli mormorati in sala a fine recita si sprecano. Ognuno dice la propria. Assistendo agli spettacoli, volgendo lo sguardo sul pubblico, notiamo un “velo trasparente” una parte con il desiderio compiaciuto, l’altra un leggero diniego. Due sfaccettature della stessa medaglia! E’ sempre lui, qualsiasi “abito scenico” indossa, è questo che “l’altra parte” dovrebbe intendere, cambia solo la circostanza. Come ad esempio quello presentato al teatro Gioiello in Torino dal titolo “L’Occasione” con esso, termina la sua trilogia sull’amore. Un monologo cui il Cavallaro è particolarmente legato, questo soliloquio è stato  portato in scena in tutta la penisola, narra di una storia commovente, dimostrato dall’afflusso del pubblico. In questa interpretazione, troviamo l’artista alle prese del solito bivio: rifugiarsi andando nella sua solitudine casa o passare qualche ora in un bar a bere qualcosa distraendo i suoi pensieri. Questo perché è stato lasciato dal suo grande amore circa due anni or sono… per lui è solo ieri! E’ qui la commedia prende vita, in un groviglio di reminescenze, pensieri che attanagliano la mente col suo tarlo, senza darsi pace e, senza alcuna spiegazione logica data allo spettatore, distraendolo su qualsiasi risultato… sino alla fine del dilemma! Non desideriamo togliere il gusto finale allo spettatore su questo toccante spettacolo e, forse qualcuno del pubblico potrebbe riconoscersi nelle vesti di Cavallaro!
Come sempre ed è inutile evidenziare, Marco Cavallaro su qualsiasi palco salga che sia semplice gag o esibizione seria, sa perfettamente rispettare tempi e pause senza “bruciarle” come spesso accade altrove, questo a lui non succede. L’attore dal suo profondo, ama esibirsi in monologhi, interagire se capita con i presenti. Le recite espresse, vestono bene la sua figura pur muovendosi teatralmente in circostanze diverse. La sua entrata è disinvolta, oseremmo azzardare con padronanza scenica che solo un interprete con notevole esperienza saprebbe fare.

Torino (Italia), martedì 24 novembre 2015

QUEST'AVVISO E’ SEMPRE ATTIVO ANCHE SE NON VIENE ABITUALMENTE SCRITTO SULLE PUBBLICAZIONI.
La riproduzione degli articoli presenti sulle pagine di questo blog è consentita esclusivamente citando la fonte, l’autore e il link. Altresì informa che questo blog non rappresenta un prodotto editoriale in base alla legge n° 62 del 07/03/2001, giacché è aggiornato senza alcuna periodicità. Le eventuali foto o filmati presenti sul Blog, sono inviate dai rispettivi autori o chi per lui, assumendosi la propria responsabilità, qualora queste violino i diritti o ledono l’autore, l’immagine e/o altro, saranno rimosse dal curatore della pagina in seguito a comunicazione da parte degli interessati, escludendo in modo incondizionato e categorico qualsiasi azione legale sia all’autore sia al blog stesso!
Di conseguenza, l’opinione personale espressa su ogni notizia pubblicata, è basata in conformità all’argomento trattato, senza necessariamente essere obbligati a scrivere o diffondere la mia opinione su cosa ho visto o letto. Per questo motivo si precisa che questo blog, non può considerarsi un prodotto editoriale, bensì pensieri da condividere. A cura dell’autore del blog.

Copyright 1990 – Fragment (consider revising). Daniele Giordano/ lonevolfilm@gmail.com All Rights Reserved.

lunedì 23 novembre 2015

MIA MOGLIE PARLA STRANO recensione di Daniele Giordano


MIA MOGLIE PARLA STRANO recensione di Daniele Giordano

Moglie e Buoi dei paesi tuoi, una volta dicevano così! I tempi, come le mode cambiano, le persone si sono globalizzate, non sussiste più quel detto citato. I punti cardinali sono solo riferimenti… ma non per l’amore, esso non ha confini. Questo capita in scena con Alfredo Collina (regia di Corrado Accordino) e Barbara Bertato. Un lombardo sposato con una donna del sud, sin da tempi remoti è il classico di sempre: l’incomprensione del linguaggio. Così si presenta sul palco la commedia “Mia moglie parla strano”portato da Monza sino al Teatro San Paolo di Rivoli (TO). I due attori fanno parte della compagnia “La danza immobile” che li vede protagonisti in una commedia brillante, ricca di trovate spassose a dir poco farsesche da coinvolgere lo spettatore dopo la prima manciata di minuti in scena. Una compagnia nuova per il circuito, tutta da scoprire, noi l’abbiamo fatto col pubblico del teatro, grazie all’intuizione di Campotheatro. La commedia, coglie problemi quotidiani, si parla dei conflitti coniugali (suocera compresa), accenna il tema omosessuale non proprio facile da esporre, adozione a distanza e quant’altro ma evidenziati con una sensibilità che li contraddistingue, trasportandoli in uno spettacolo intelligente, fatto di mimiche e battute proprio come titola la rappresentazione, portandone il dovuto rispetto, lasciando uno spazio per il suo inatteso finale. Una compagnia da tenere presente qualora si ripresenti l’occasione.

Torino (Italia), sabato 21 novembre 2015


QUEST'AVVISO E’ SEMPRE ATTIVO ANCHE SE NON VIENE ABITUALMENTE SCRITTO SULLE PUBBLICAZIONI.
La riproduzione degli articoli presenti sulle pagine di questo blog è consentita esclusivamente citando la fonte, l’autore e il link. Altresì informa che questo blog non rappresenta un prodotto editoriale in base alla legge n° 62 del 07/03/2001, giacché è aggiornato senza alcuna periodicità. Le eventuali foto o filmati presenti sul Blog, sono inviate dai rispettivi autori o chi per lui, assumendosi la propria responsabilità, qualora queste violino i diritti o ledono l’autore, l’immagine e/o altro, saranno rimosse dal curatore della pagina in seguito a comunicazione da parte degli interessati, escludendo in modo incondizionato e categorico qualsiasi azione legale sia all’autore sia al blog stesso!
Di conseguenza, l’opinione personale espressa su ogni notizia pubblicata, è basata in conformità all’argomento trattato, senza necessariamente essere obbligati a scrivere o diffondere la mia opinione su cosa ho visto o letto. Per questo motivo si precisa che questo blog, non può considerarsi un prodotto editoriale, bensì pensieri da condividere. A cura dell’autore del blog.
Copyright 1990 – Fragment (consider revising). Daniele Giordano/ lonevolfilm@gmail.com All Rights Reserved.


mercoledì 4 novembre 2015

TOH, GUARDA… C’E’ IL MOLOCH recensione di Daniele Giordano Guarda, ho ricevuto le pagine bianche della Telecom. Come tutti del resto. non è novità nel riceverle da parte degli abbonati. Stupisce e risulta evidente la copertina. Come mai l’attenta, la perspicace e sempre all’avanguardia al processo futuro della tecnologia ma non solo, ha reso evidente un fatto obsoleto… accaduto un anno prima. Cioè, nel centenario della nascita del cinema a Torino, cito: ponendo in copertina la statua “emblema” di Cabiria, un colossal (parola coniata per la prima volta in occasione del film) cinematografico dell’epoca… siamo agli albori dell’evento che rivoluzionò il cinema, quello di Giovanni Pastrone (1914) con la sua magnifica esposizione del citato film. Non mi soffermo a parlare del successo ottenuto, né tanto meno agli attuali registi che né contemplano ancor oggi il suo contenuto, cercando di comprendere l’evoluzione del suo movimento macchina già fatto a quell’epoca e, senza contare le parole espresse a mio tempo sul centenario dell’avvenimento. Mi soffermo invece (cosa importante e del mio dubbio), della “lungimiranza avuta da chi ha pensato”di evocare, ponendo l’accento su un evento… snobbato o appena ventilato con poco entusiasmo da chi avrebbe potuto attingere benefici per la città di Torino! Pregevole comunque è ricordare, anche se in ritardo da chi ha voluto esibire questo “sforzo” facendolo un anno dopo… ricollocando il fatto e riportandolo da circa trecentosessanta giorni dopo dell’accaduto sulla copertina di pagine bianche della Telecom. Evidentemente gli uffici preposti…non sono in sincrono con gli avvenimenti che si susseguono. Oggi si parla di luce, della lampadina e della diatriba di Edison, se vogliamo essere campanilisti, parliamo di Cruto e del suo splendido Museo… di Grugliasco che pochi conoscono! Fra qualche anno apparirà sulla copertina, per il piacere di molti. Essere in contemporaneo, significa precedere gli avvenimenti… magari facendo spazio a quella cultura “sommersa poco visibile”che manca…creando così un richiamo reale di ciò che abbiamo, fornendo un qualcosa di positivo per la vetrina torinese! Torino (Italia), mercoledì 4 novembre 2015

Guarda, ho ricevuto le pagine bianche della Telecom. Come tutti del resto. non è novità nel riceverle da parte degli abbonati. Stupisce e risulta evidente la copertina. Come mai l’attenta, la perspicace e sempre all’avanguardia al processo futuro della tecnologia ma non solo, ha reso evidente un fatto obsoleto… accaduto un anno prima. Cioè, nel centenario della nascita del cinema a Torino, cito: <per gentile concessione del Museo Nazionale del Cinema> ponendo in copertina la statua “emblema” di Cabiria, un colossal (parola coniata per la prima volta in occasione del film) cinematografico dell’epoca… siamo agli albori dell’evento che rivoluzionò il cinema, quello di Giovanni Pastrone (1914) con la sua magnifica esposizione del citato film. Non mi soffermo a parlare del successo ottenuto, né tanto meno agli attuali registi che né contemplano ancor oggi il suo contenuto, cercando di comprendere l’evoluzione del suo movimento macchina già fatto a quell’epoca e, senza contare le parole espresse a mio tempo sul centenario dell’avvenimento. Mi soffermo invece (cosa importante e del mio dubbio), della “lungimiranza avuta da chi ha pensato”di evocare, ponendo l’accento su un evento… snobbato o appena ventilato con poco entusiasmo da chi avrebbe potuto attingere benefici per la città di Torino! Pregevole comunque è ricordare, anche se in ritardo da chi ha voluto esibire questo “sforzo” facendolo un anno dopo… ricollocando il fatto e riportandolo da circa trecentosessanta giorni dopo dell’accaduto sulla copertina di pagine bianche della Telecom. Evidentemente gli uffici preposti…non sono in sincrono con gli avvenimenti che si susseguono. Oggi si parla di luce, della lampadina e della diatriba di Edison, se vogliamo essere campanilisti, parliamo di Cruto e del suo splendido Museo… di Grugliasco che pochi conoscono! Fra qualche anno apparirà sulla copertina, per il piacere di molti. Essere in contemporaneo, significa precedere gli avvenimenti… magari facendo spazio a quella cultura “sommersa poco visibile”che manca…creando così un richiamo reale di ciò che abbiamo, fornendo un qualcosa di positivo per la vetrina torinese!
Torino (Italia), mercoledì 4 novembre 2015
Guarda, ho ricevuto le pagine bianche della Telecom. Come tutti del resto. non è novità nel riceverle da parte degli abbonati. Stupisce e risulta evidente la copertina. Come mai l’attenta, la perspicace e sempre all’avanguardia al processo futuro della tecnologia ma non solo, ha reso evidente un fatto obsoleto… accaduto un anno prima. Cioè, nel centenario della nascita del cinema a Torino, cito: <per gentile concessione del Museo Nazionale del Cinema> ponendo in copertina la statua “emblema” di Cabiria, un colossal (parola coniata per la prima volta in occasione del film) cinematografico dell’epoca… siamo agli albori dell’evento che rivoluzionò il cinema, quello di Giovanni Pastrone (1914) con la sua magnifica esposizione del citato film. Non mi soffermo a parlare del successo ottenuto, né tanto meno agli attuali registi che né contemplano ancor oggi il suo contenuto, cercando di comprendere l’evoluzione del suo movimento macchina già fatto a quell’epoca e, senza contare le parole espresse a mio tempo sul centenario dell’avvenimento. Mi soffermo invece (cosa importante e del mio dubbio), della “lungimiranza avuta da chi ha pensato”di evocare, ponendo l’accento su un evento… snobbato o appena ventilato con poco entusiasmo da chi avrebbe potuto attingere benefici per la città di Torino! Pregevole comunque è ricordare, anche se in ritardo da chi ha voluto esibire questo “sforzo” facendolo un anno dopo… ricollocando il fatto e riportandolo da circa trecentosessanta giorni dopo dell’accaduto sulla copertina di pagine bianche della Telecom. Evidentemente gli uffici preposti…non sono in sincrono con gli avvenimenti che si susseguono. Oggi si parla di luce, della lampadina e della diatriba di Edison, se vogliamo essere campanilisti, parliamo di Cruto e del suo splendido Museo… di Grugliasco (Torino) che pochi conoscono! Fra qualche anno apparirà sulla copertina, per il piacere di molti. Essere in contemporaneo, significa precedere gli avvenimenti… magari facendo spazio a quella cultura “sommersa poco visibile”che manca…creando così un richiamo reale di ciò che abbiamo, fornendo un qualcosa di positivo per la vetrina torinese!


Torino (Italia), mercoledì 4 novembre 2015

sabato 31 ottobre 2015

PARATISSIMA dal 4 all’8 novembre 2015 a Torino (Daniele Giordano)

Ancora una volta i padiglioni dell'ex Torino Esposizione apre le porte a Paratissima. L’hanno definito”X Factor” dell’arte. È nata a Torino da tempo memorabile (ricordo i suoi primi vagiti, già con enorme flusso di pubblico) come manifestazione “off” in pochi anni è diventata una vetrina per i talenti emergenti e uno degli eventi di riferimento nel panorama artistico nazionale. Undici anni dopo, Paratissima è a un punto di svolta e di partenza, pronta a guardare avanti, ampliando i confini - in un naturale sviluppo internazionale della manifestazione che dal 2014 ha un evento gemello a Skopje e dal 2016 sarà a Lisbona - e coinvolgendo, allo stesso tempo, a Torino, realtà e artisti, emergenti ed affermati, provenienti da Cina, Macedonia, Mozambico, Russia, Norvegia, Germania, Portogallo. Più di 400 sono gli artisti e i creativi iscritti; 8 le mostre curate dai 16 giovani curatori di N.I.C.E., acronimo di New Independent Curatorial Experience, il corso per curatori di Paratissima; 6 le sezioni: G@p/Galleries at Paratissima, Fotografia, Design, Video, Fashion, Future/Artisti in erba. Una mostra di punta: Useless Army, con opere di Robert Gligorov e Jock Sturges. Una collaborazione inedita con Cortona On The Move e una con il Coffi Festival di Berlino. Un progetto internazionale, il China Pavillon, che raccoglie le visioni di 9 artisti cinesi contemporanei. Tutto questo secondo qualcuno potrebbe non dire nulla? Non ultimo… il tema di quest’anno: Ordine o Caos?
NIENTE DI PIU’ AZZECCATO… considerato il clima attuale!


Torino (Italia), sabato 31 ottobre 2015

martedì 27 ottobre 2015

I GUAI DI DON FEDELE BERTONE recensione di Daniele Giordano

Sarebbe piaciuta anche a Erminio, vedere la rappresentazione scenica di “Don Fedele Bertone quanti guai in processione” alla prima del teatro San Paolo di Rivoli (TO), così com'è stata riscritta da Roberto Bottino e dalla regista Danila Stievano. Ripresa da FINESTRE SUL PO’ e dopo averla riveduta e corretta  senza stravolgerla, soffiandole via quel tanto che basta di quella patina leggermente opaca mai tramontata, la compagnia <Volti Anonimi> ha voluto rendere omaggio all’intramontabile Macario. Una commedia dove narra le vicissitudini di un prete – fluttuante – cioè senza fissa dimora, all’occorrenza, pronto per un battesimo o funerale… purchè si rimedi almeno il pasto. Suo malgrado, capita in casa Gallina. Da quel momento in poi i tre atti prendono vita tra episodi divertenti. La brava Stievano, veste i panni di Brigida Gallina, pia donna… che di femminile ha ben poco… Gli attori di questa soddisfacente rassegna in dialetto (per la prima volta su ciò che mancava al San Paolo di Rivoli), presente sulla scena è Valeria Pedone nei panni di Clara che il padre Ernesto Gallina vuole darla in sposa a un vecchio blasonato. Sua moglie Margherita (Patrizia Doria), troviamo poi il giovanotto Riccardo (spasimante condiviso di Clara) nipote di Sua Eminenza Don Lorenzo Raineri (Roberto Bottino). Per continuare la stirpe, troviamo Virginia, sorella del padrone di casa Gallina e Ida la madre, col suo denaro "foraggia" l’agiata vita della casa (rispettivamente Gabriella Ricci e Anna Cresto Ferrino). Con l’arrivo dell’alto prelato in casa Gallina poteva mancare un maggiordomo? No di certo! Ecco, l’esuberante Vincenzo Castrovilli. Poi, lei ammaliatrice, colei che ruba i cuori solitari e non solo a quelli... una vedovella piena di fascino e… tanto calore, interpretato simpaticamente da Nella Rutigliano. La parte di Don fedele, bonario prete di campagna, allergico alle papaline e vescovi è di Piero Mattaini, bravo ma a nostro dire interpretato leggermente sopra le righe, calcando troppo quella figura che deve sì far ridere, ma senza strafare. Beh, cosa vi raccontiamo… questa messa in scena va vista più che raccontata! Altri che compongono lo staff tecnico: Nino Pelle, Federica Astori, Giangi Grosso (per questa volta nel retroscena) e Fabio Mattaini. Musiche di Guido Coniglio. Lo spettacolo scorre senza annoiare, per chi non l’avesse ancora visto, dovrebbe affrettarsi.


Torino (Italia), martedì 27 ottobre 2015

martedì 13 ottobre 2015

PAUTASSO E LE SUE GIALLOCOMICHE recensione di Daniele Giordano

Con la nuova stagione riprendono le stravaganti imprese di Pautasso commissario della Torino del ‘900. Uomo stravagante, sempre pronto a combattere duramente la malavita d’antàn, riverente e permissivo verso la sua “adorabile” dolce metà… nascosta (non si vede mai, in compenso si sente il suo starnazzare) come la moglie di quel tenente televisivo. Gli episodi, oltre a essere commedie, narrano pezzi reali di storia torinese. Un connubio ben coniugato tra cultura e farsa che non necessariamente debba essere collocato e ambientato nella grigia e fumosa città torinese, il Pautasso potrebbe essere ambientato in qualsiasi regione d’Italia, giacché un <Pautasso> possa esistere ovunque. Sì, amici lettori, ritornano i racconti giallocomici, scritti e diretti da Valter Carignano. Li presenta una volta al mese con la formula: Il Teatro all’ora del The. Si comprende che la recita sia pomeridiana e domenicale. Idea, piaciuta moltissimo sin dal primo debutto, sarà perché non è la solita commedia dove si assiste e basta. In questa recita sei dentro, interagisci con gli attori de l’Opera Rinata insieme a Thealtro, in base agli indizi scoprire chi è il colpevole.  Quasi due ore di spettacolo, dove ogni persona è concentrata su ogni battuta pronunciata dai commedianti… diventando tutti il “Commissario Pautasso” cercando di scoprire gli autori dei misfatti, come nel caso del <Mistero della Dentiera Scomparsa> presentato in occasione dell’apertura della stagione 2015/16. Il cast di questo spettacolo, è composto da Marina Di Paola che riprende le sue vesti di maga Osiride, Massimo Chionetti, un segretario tutto fare, maniacale della pulizia… oseremmo dire… fin troppo sul fare! L’eclettico Enrico Cravero, con la sua “erre moscia” e le sue gestualità mandano in visibilio i presenti, Massimo Saracino, passa da un ruolo all’altro con estrema disinvoltura, Riccardo Micca (nei panni di Cesare Lombroso) si è calato piacevole nella parte. Che dire di questa mente che cerca in tutti i modi di accontentare non solo il pubblico adulto… ora intrattiene un nutrito numero di piccoli fan, emuli e amabili sostenitori del Commissario. L’artefice di chi gestisce tutto questo risponde a Valter Carignano che ha diretto da sempre tutta la vicenda indossando l’abito… o meglio l’impermeabile del Commissario Pautasso, oltre aver saputo cogliere al volo l’idea partorita dall’attrice Di Paola e trasformarla in quello che oggi potrebbe essere definito un piccolo cavallo di battaglia di entrambe le compagnie, nonostante si muovano su scene differenti. L’Opera Rinata è una compagnia che si occupa di allestire spettacoli teatrali di musica classica e non solo, mentre Thealtro spazia con commedie dai classici a quelle moderne, sfiorando sovente quei temi particolari a sfondo sociale. Insieme hanno realizzano questo simpatico appuntamento di episodi, se pur leggeri, distraggono benevolmente la mente, mettendola in movimento alla ricerca di un colpevole. Le recite sono piene di fascino, sottile è il confine tra quanto ci sia di vero e quanto d’inventato. Uno spettacolo miscelato in modo soddisfacente, apprezzato non solo dai grandi, dimostra che molti sono i bambini che seguono con costanza. Le risate si sprecano… altrimenti che GialloComiche sarebbe… si esce tutti sorridenti e soddisfatti. Gli attori nel recitare creano uno stato di simbiosi col pubblico, nonostante la diversità di età. Questo non comporta nessun problema, infatti, si è dimostrato già dalla sua prima uscita fatta quest’anno, tanto che il regista non si aspettava un afflusso così imponente… evidentemente il tema piace… anche a noi non dispiace!

Torino (Italia), lunedì 12 ottobre 2015


UN COMPLEANNO COSI’ NON SI ERA MAI VISTO a cura di Daniele Giordano

Un sindaco di una qualunque città, è sottoposto a scelte magari non proprio confacenti al suo essere… ma deve essere presente! Scegliere tra Cultura e Ambiente,  due problemi che assillano attualmente, è cosa di assoluta determinazione, quindi è subordinato suo malgrado a una scelta: Essere presente in una o l’altra? I riflettori in quel preciso istante sembrano “puntati” verso il primo cittadino e la sua scelta, la quale potrebbe essere non accettata dai suoi cittadini! Peccato per la sua non presenza, impegnato in altra manifestazione di carattere culturale senza togliere merito agli artisti e regista… di certo più importante, malgrado lo spostamento di data voluto dal Palazzo. Nonostante questo, la 18a edizione di CinemAmbiente ha confermato l’affezione di un pubblico che crede nel dare una svolta sull’Ambiente. Infatti, le proiezioni e tutte le iniziative sono state incredibilmente partecipate, riconfermando CinemAmbiente come uno dei principali eventi cinematografici italiani. Sebbene sia tematico, il pubblico è simile a quello di un festival generalista: in sala si potevano incontrare professionisti del settore, ambientalisti, giornalisti, giovani, bambini, famiglie. La frequenza è stata di circa 20.000 presenze, un ottimo risultato se si considera la diminuzione delle sale rispetto allo scorso anno e l’assoluta mancanza di repliche. La stampa, locale e nazionale, ha espresso grande interesse verso i contenuti stessi del festival, che ha fatto notare temi di rilevanza ambientale e sociale. Un successo anche CinemAmbiente Lab, che ha visto la partecipazione di 40 giovani filmaker provenienti da tutta Europa, che hanno preso parte alle giornate di workshop, tra cui tre masterclass tenute da altrettanti grandi registi documentaristi. Abbiamo chiesto a Gaetano Capizzi (direttore del Festival) di rispondere a una sola domanda: Soddisfatto? Ecco la sua risposta: “Questa diciottesima edizione conferma il trend di crescita e di consolidamento di CinemAmbiente nel panorama italiano e internazionali, devo ringraziare tutti coloro hanno lavorato infaticabilmente a  me, con passione e determinazione alla costruzione di un’edizione che si è rivelata un grande successo, oltre ogni aspettativa
Ecco i vincitori di questa edizione.
PALMARES CONCORSO INTERNAZIONALE DOCUMENTARI. La Giuria composta da Peggy Parsons, Alfonso Pecoraro Scanio, Nevina Satta, Valentin Thurn e Pasquale Verdicchio assegna il premio di 4000 euro, offerto da Asja, per il Miglior documentario internazionale a: Bikes vs Cars di Fredrik Gertten (Svezia, 2015, 91’). Per il suo sguardo originale su un tema noto: l’argomento è sentito da tante persone se è coinvolgente. Il film apre una discussione e induce a desiderare di guidare meno ed essere parte del cambiamento. Grazie all’esemplare selezione di film inseriti nel concorso, la Giuria ha deciso all’unanimità che più di un film ha meritato la menzione d’onore, perché rappresentano differenti approcci alla consapevolezza ambientale e al cinema. Menzione speciale della Giuria va a Life According to Ohad di Eri Daniel Elrich (Israele, 2014, 80’). Per l’originalità e l’avanguardia delle riprese, per il suo approccio crudo e non convenzionale nei confronti di un personaggio coinvolgente, le tematiche complesse e le circostanze straordinarie. E a The Messenger di Su Rynard (Francia/Canada, 2015, 90’) Per essere una mappa imprescindibile per le generazioni future nella comprensione della Natura, delle sue creature viventi e della loro preziosa eredità.
PREMIO DEL PUBBLICO. La votazione del Pubblico, tra i film del Concorso internazionale documentari di CinemAmbiente, assegna il premio di 1000 euro, offerto da IREN a How to Change the World di Jerry Rothwell (Regno Unito/Canada, 2015, 109’).
CONCORSO DOCUMENTARI ITALIANI La Giuria, composta da Jacopo Chessa, Michele Fornasero e Lisa Tropea, assegna il premio di 2000 euro, offerti da CIAL, per il Miglior documentario italiano a Mare carbone di Gian Luca Rossi (Italia, 2015, 80’) Per la vocazione democratica veicolata da un personaggio affascinante che si mette in gioco per ritrovare le proprie radici, costruire il proprio futuro e prendersi cura del proprio spazio. La Giuria attribuisce inoltre una Menzione speciale al film: ‘U Fer ru di Marco Leopardi (Italia, 2015, 70’) Per la dimensione narrativa accattivante che cerca di conciliare la tradizione e la visione moderna della natura più problematica.
CONCORSO INTERNAZIONALE ONE HOUR La Giuria, composta: Natasha Despotovic, Antonella Frontani e Massimiliano Mazzotta, assegna il premio di 2000 Euro offerto da SMAT al Miglior mediometraggio a Saving Mes Aynak di Brent E. Huffman (USA, 2014, 60’) Per la capacità di esaminare in maniera armoniosa tutti gli aspetti politici, culturali, umani, sociali e ambientali, fornendo nel contempo una riflessione efficace e profonda della complessa realtà afgana. La Giuria attribuisce inoltre una Menzione speciale al film Dark Side of the Chew di Andrew Nisker (Canada/Messico, 2014, 61’). Per la capacità di presentare con leggerezza e originalità una problematica quotidiana poco conosciuta legata all’uso del chewing gum.  PREMIO SPECIALE “TORINO E LE ALPI sostenuto dalla Compagnia di San Paolo. La Giuria, composta da Leonardo Bizzaro, Enrico Camanni e Tiziano Fratus, assegna il premio al film che meglio rappresenta, la dimensiona ambientale e della montagna a: Enchikunye/Coming Back Home di Sandro Bozzolo (Italia, 2015, 39’ Per l’originalità della storia: due mondi apparentemente inconciliabili dipingono, nello scenario delle Alpi Marittime, l’incontro tra una bergera e una ragazza Masai. La Giuria ha particolarmente apprezzato le atmosfere rarefatte, i dialoghi silenziosi, l’essenzialità dei gesti che accompagnano la nascita di una relazione.
PREMIO AMBIENTE E SOCIETA’ La Giuria così composta: Marco Avataneo, Angelo Fanelli, Roberto Lombardo, Valeria Munari, Giovanni Porquier e Gabriella Serra, assegna il premio offerto dalla Cooperativa Arcobaleno al film che meglio rappresenta la green economy come occasione di lavoro e inclusione sociale a  ‘U ferru di Marco Leopardi (Italia, 2015, 70’) Un documentario ben riuscito, raccontato con ritmo e con modo e tono interessanti. L'esperienza della pesca selettiva al pescespada nel mare dello Stretto tra Messina e la Calabria coinvolge e affascina, ponendo interrogativi a più livelli: seguire la tradizione del padre? Continuare a perpetuare la sofferenza sull'animale cacciato e il dominio dell'uomo sulla sua preda? Immagini spettacolari, una bella struttura narrativa, con soluzioni di montaggio creative che presentano uno spettacolo del mare inaspettato, con la sua bellezza indescrivibile e la profondità del legame con l'uomo. Una vigorosa rappresentazione della passione autentica per quel mestiere di pescatore tramandato da generazioni. Una riflessione finale intensa rivolta a coloro che, alla ricerca di futuro, trovano invece nel mare la morte. Per una responsabilità che del mare non è e che rimanda invece a noi, esseri umani. 
PREMIO “LE GHIANDE DI CINEMAMBIENTE” Riconoscimento del Festival riservato a uno scrittore/scrittrice che abbia intrapreso un percorso di vita e di scrittura legato a temi di carattere ambientale, paesaggistico e/o naturalistico. Per l’edizione 2015 “Le Ghiande di CinemAmbiente” sono state assegnate a Davide Sapienza e Tiziano Fratus. EVENTI SPECIALI La sezione d’onore del festival dedicata ai film dei maestri del cinema ambientale attribuisce il riconoscimento per l’edizione 2015 a Luc Jacquet, premio Oscar per “La marcia dei pinguini&rdquo; e presente al Festival con il nuovo film “La glace et le ciel”. L’appuntamento per l’edizione del 19esimo Cinemambiente  sarà nella prima settimana di giugno 2016.

Torino (Italia) lunedì 12 ottobre 2015






UNA MIRANDOLINA…DIVERSA DAL SOLITO recensione di Daniele Giordano

Non si poteva credere alle parole dette durante la conferenza stampa dalla compagnia Campotheatro quando annunciava la programmazione della stagione 2015/16 del Teatro San Paolo in Rivoli (TO), mettendo in cartellone un classico come < La Locandiera> di Carlo Goldoni… lasciata in mano a Ivan Fabio Perna come regista. Lui, seguace di commedie americane oltre a trastullarsi con altrettante compiaciute commedie contemporanee… vi rendete conto cosa potrebbe o sarebbe in grado di “partorire” la sua vivace mente… magari anche leggermente inconsueta, tanto piacente al suo nutrito pubblico? Prontamente, ha accettato la sfida! Veniamo alla commedia. Sappiamo tutti chi è, e cosa fa la desiderosa Mirandolina, soprattutto del perché gli avventori frequentano la sua locanda. Essi vanno solo per voler le “grazie della piacente” padrona. Non desideriamo raccontare ciò che più volte è stato visto e recensito su questo capolavoro del settecento del commediografo. Ci soffermeremo invece di com'è stata composta la commedia… con la regia di Perna! Buio in sala… il sipario si apre come consuetudine, nella penombra s’intravedono figure inanimate in goffe posizioni. Lentamente prendono vita muovendosi come marionette! Questo è il fulcro dello spettacolo senza aggiungere altro. Qui entra la figura… non di Mirandolina… ma di colei capace di tirare i fili di quei burattini che sostano alla locanda, facendo fuoriuscire l’abilità con cui le donne… il “sesso debole” per intenderci…prevalgono sull’uomo… lasciando un segno di riflessione!
Un elogio al sottile e arguto a Tony Skandal, direttore creativo, ha dato un incipit alla commedia, vedendo oltre la veste del personaggio principale, senza dissacrarne l’opera goldoniana, Prontamente il regista ha fatto suo il suggerimento spolverando dai loro abiti quella polvere che si porta addosso da trecento anni l’opera teatrale, con un rituale quasi magico, pur mantenendo lo stile storico sia nel vestiario sia l’ambientazione. Una differente recita da quelle usuali, ricercando l’espressione e tecnica interpretativa dei personaggi e della cultura dell’epoca che il regista ha saputo fissare i contenuti sulla protagonista, ricavandone una <locandiera piacevolmente differente> dagli abituali lavori teatrali, senza annoiare il pubblico nei tre atti della recita. I compagni di avventura scenica che si sono esibiti sotto la guida di Ivan Fabio Perna sono: la protagonista Patrizia Battaglia, brillante esecuzione, Niko Ferrucci, colonna della compagnia. Con loro, i bravi: Bruno Sasso, Paolo Nani, Sabrina Lucarelli, Grazia Audero, Mauro Pavesi. Per ultimo, lasciato volutamente, troviamo Mauro Stante, con le sue “entrate divertenti” fatte con competente professionalità, dando una carica esuberante al personaggio del Marchese di Forlinpopoli da lui interpretato. Sia il regista, sia la compagnia teatrale Campotheatro saranno soddisfatti di come il pubblico ha reagito a questa particolare rappresentazione teatrale, noi del resto avendo assistito a questa piacevole prima, dobbiamo prenderne atto, scrivendo… per coloro che non l’hanno vista!


Torino (Italia), lunedì 12 ottobre 2015

venerdì 9 ottobre 2015

TIRIAMO LE SOMME SUL TOHORROR recensione di Daniele Giordano

Siamo giunti quasi alla fine del percorso tracciato quest’anno dal TOHORROR film fest, giunta alla sua XV edizione, un Festival di Cinema e Cultura del Fantastico presente a Torino dal 7 al 10 ottobre al Blah Blah di via Po 21. Ieri (giovedì 8/10), c’è stato un incontro con due noti personaggi: Claudio Chiaverotti (già autore di Dylan Dog), ha presentato il suo nuovo lavoro “Morgan Lost” e Andrea Cavalletto il suo nuovo “Paranoid Boyd” fresche penne di casa Bonelli per il piacere dei cultori di genere. Oggi invece si avrà il piacere d’incontrare Pasquale Ruju, autore di numerosi personaggi per Bonelli Editore anche Pietro Gandolfi, un promettente scrittore indipendente alle prese con la serie The Noise (ed. Ora Pro Comics) e ancora Danilo Arona (uno tra gli attuali e più importanti scrittori di horror italiano) in coppia con Edoardo Rosati. Oggi invece, le proiezioni iniziano alle ore 17:00, mentre gli incontri li troveremo alle ore 19:00. A noi viene da pensare, dopo aver visionato il materiale proiettato in questi giorni che il festival stia prendendo una direzione diversa dalla nascita. L’horror inteso come una volta, ha lasciato il posto a sceneggiature differenti, niente più frattaglie sanguinolente sparse, niente succhiasangue al calar delle tenebre o ululati al pallore lunare… “sopravvivono” (si fa per dire) gli zombi, quelli ritornano sempre. Non desideriamo erigerci a giudici sulle scelte che la direzione artistica si adopera per rendere accettabile tale concorso, cerchiamo di esporre i fatti e, questi ci portano a pensare nell’unica direzione possibile… quella di proiettare il festival in una nicchia ricercata forse, l’anello mancante! Si presume che il ToHorror film fest stia cercando di ricavare uno spazio tutto suo separandosi dagli altri concorsi di genere, portando i suoi estimatori a vedere elaborati indipendenti sul genere horror. Sia il direttore artistico Massimiliano Supporta che tutto lo staff, avrebbe i numeri per poter affrontare questo viaggio, cosa davvero encomiabile se veramente si realizzasse. Pensate un festival dove, si potranno vedere filmati provenienti da tutto il globo… proiettandoli per i veri intenditori di Cinema e Cultura del Fantastico, proprio nella città… dove regna quel velo magico e misterioso allo stato puro!

Torino (Italia), venerdì  9 ottobre 2015





giovedì 8 ottobre 2015

L’ARMAGEDDON DEL PIANETA TERRA: L’UOMO! Recensione di Daniele Giordano


Non si arresta l’afflusso di pubblico (e siamo a metà settimana) che invade le sale, dove proiettano i film del Concorso CINEMAMBIENTE o eventi, una battaglia contro il tempo, lo spreco alimentare e quant’altro, senza dimenticare l’effetto serra, la causa di tutti i mali. Un pianeta che va alla deriva il nostro, grazie all’essere umano, capace di non accontentarsi dall’istante in cui ha voluto imporsi a essa…sottomettendola… cosa deplorevole. Tutto questo solo per avidità!  Se pensiamo per un istante ai nostri antenati, si accontentavano su quanto la natura offrisse loro… Questi pietosi sforzi energetici, l’avessero impiegato per debellare i mali sull’uomo o del clima l’umanità intera l’avrebbe apprezzata. Non basta l’eco indiscusso di personaggi come l’attore e regista Robert Redford oppure di sua Santità Papa Francesco, tanto per citarne alcuni i quali hanno posto l’accento proponendosi “paladini sui cambiamenti climatici” e non solo, oltre il rispetto della vita di questo pianeta… giacché è il solo che in questo periodo di vita abbiamo… ma con grande denigrazione vediamo com’è stato ridotto dagli < esseri > che vi abitano. Tutti sordi! Pensare che i “grandi”, quelli che detengono le trame del nostro futuro, siano alla ricerca di pianeti dove “abitare”… forse avrei dovuto scrivere DISTRIGGERE o cibi da propinarci, meno male che il pianeta simile al nostro ha una distanza di anni luce per raggiungerlo. L’essere umano è così… per fortuna non tutti siamo uguali.

Torino (Italia), giovedì 8 ottobre 2015  





IL TOHORROR CONTA XV recensione di Daniele Giordano

Sembra farlo apposta, quest’anno l’edizione del TOHORROR Film Fest conta la quindicesima edizione… e si terrà a Torino dal 7 al 10 ottobre. Eh sì, tutti questi anni sono passati da quando si affacciava al popolo torinese il suo primo evento! Non è questa l’attenzione che desideriamo attrarre, bensì è come il numero dell’edizione sia scritta in caratteri romani…il… XV, il numero impresso sulla carta dei Tarocchi e la sua figura: il DIAVOLO! Allora c’è da domandarsi… quest’anno l’edizione sarà d’inferno. Non ci resta che aspettare e vedere. Intanto ieri sera il Direttore Artistico Massimiliano Supporta e il suo brillante staff, ha dato il via alle danze… ops… alla sua quindicesima edizione del ToHorror Film Fest di Cinema e Cultura del Fantastico elencando alcuni aspetti della programmazione dei film in concorso proveniente da ogni dove (dal 7 al 10 ottobre - Blah Blah via Po a Torino) e gli eventi collaterali dove prenderanno parte ospiti sul cinema, la letteratura, i fumetti e live show (programma dettagliato sul sito www.tohorrorflimfest.it). Parliamo invece delle proiezioni della serata d'apertura dove troviamo per il Concorso  Lungometraggi:
“Pos Eso” (Spagna, 2014 - 82') di Carlos Sam, ottima sceneggiatura e di gradevole visione, l’autore con ironica sagacia ha scopiazzato le migliori pellicole facendone un apprezzato film d’animazione.  Si sono poi alternati per il Concorso Cortometraggi:
"32" (Italia, 2015 - 13') di Luca Baggiarini, niente male nella sua manciata di minuti, il regista ha descritto una storia che soltanto alla fine sarà svelata che trattava l’argomento Zombi.
"Dilemat Ha'Achbarosh" (Israele, 2014 - 10') di Naor Meningher, sulla falsa riga del film “The Fly e Schindler's List oltre avere problemi di proiezione, il regista non ha espresso nulla di soddisfacente."Disco Inferno" (Spagna, 2015 - 12') di Alice Waddington, l’idea poteva essere interessante sé espressa in un modo più efficace, magari soffermarsi sulle scene che davano l’impulso rigenerante al corto. La didascalia durante alcune scene mute, erano di un imbarazzo da cozzare con quello che lo spettatore si aspettava di vedere o sentire. La serata si chiude con l’ultimo  Concorso  Lungometraggi:
“Fury: The Tales of Ronan Pierce” (Stati Uniti, 2015 - 91') di Kevin McKarthy, su questo ci sarebbe da fare un distinguo. Il film si presenta con tutti gli ingredienti adatti allo scopo; azione, sesso, droga, sangue e, chi più né ha né metta! Basandosi sul solito “ammazza tutti” il protagonista coinvolto in una storia personale, trova sul suo cammino donne da liberare da aguzzini senza scrupoli. Non mancano di certo le scazzottate! Se invece analizziamo la sceneggiatura, crediamo che il soggetto trovi riscontro tra gli innumerevoli altri di genere e quindi di poco interesse, anche se tutto sommato si presenta accettabile.
Oggi giovedì 8 ottobre, si comincia presto ore 17:00 con gli incontri, ospiti Claudio Chiaverotti e Andrea Cavalletto, si parlerà di fumetti, per poi proseguire con i film in concorso.  

Torino (Italia), giovedì 8 ottobre 2015





E’ QUESTIONE DI STIMA recensione di Daniele Giordano

Qualcuno ha pensato di fare una stima sulla popolazione che verrà. Il tempo stimato e di trentacinque anni. Si stima che sul nostro pianeta si passerà dall’attuale numero di persone a dieci miliardi. Una stima preoccupante, non per la superficie del nostro globo, il quale riuscirà comunque a contenerli tutti… ma soddisfare il fabbisogno di cibo per un numero così elevato di persone, questo è il problema degli stimatori… Qui la domanda si fa complicata, seria è la risposta! Si dovranno trovare altre opzioni alla nutrizione per questa marea di persone, senza avere la facoltà di scelta sul cibo. Come sempre le multinazionali, su questo punto ci stanno lavorando da diverso tempo i colossi dell’industria chimica, modificando geneticamente o creando alimenti “nuovi”, alcuni esempi si sono visti nel documentario del regista Valentin Thurn, proiettato in apertura della 18esima edizione del Film Festival CINEMAMBIENTE al cinema Massimo in Torino. Come sempre il festival ci porterà a scoprire <cose nuove, semisconosciute o apparse con semplici trafiletti> sui mezzi d’informazione senza dare troppa importanza alla notizia ma Thurn non si è posto solo il quesito… l'ha descritto  nel film. Una realtà preoccupante non tanto per la cifra stimata, quanto per quello che le multinazionali propongono d’imbandire sulle nostre tavole… iniziando dalla bistecca (se si potrà ancora chiamarla con questo nome e non certo per il suo gusto) modificata tramite le staminali prese dall’animale, oppure dal piccolo pulcino (femmina, perché i maschi vengono uccisi poiché non depongono uova) che in quattro settimane è già pollo! Alcune notizie erano conosciute ai più attenti… altre meno, forse perché celate. Le verdure, gli ortaggi, crescono già a dismisura… in laboratorio, pensate, senza aver mai toccato un briciolo di terra! Questo è il futuro che ci aspetta e andrà incontro alla popolazione globale. Ricordiamoci che è una stima. Nel dubbio, si dovrebbe trovare una forza unitaria per riaccendere quel barlume di speranza, trovando il rovescio della medaglia. Insieme, si dovremmo usare più cervello cioè, all’atto dell’acquisto di un qualsiasi prodotto, è opportuno leggere attentamente l’etichetta e, se questo non bastasse… a farci comprendere cosa stiamo comprando… allora l’acquisto è d’uopo farlo a filiera corta, come si usa dire. Un bellissimo documentario fuori concorso. L’autore, già noto per i temi che affronta, ha espresso con questo film un passaggio evolutivo globale intorno al mondo, ponendo l’accento in tutte le sue sfaccettature sulla nutrizione e come alcune persone stanno muovendosi per affrontare la fame globale, facendo comprendere le mancanze di agi che si andranno a verificare da qui al 2050. Ogni persona consapevole e responsabile dovrebbero dare una svolta  radicale, prendendo in esame sin da subito provvedimenti in merito. Alcuni, si sono già organizzati ma non basta per fermare il “gigante Golia” delle multinazionali, sono ancora troppo pochi!


Torino (Italia),  mercoledì 7 ottobre 2015

venerdì 18 settembre 2015

IN ATTESA DEL FESTIVAL CINEMAMBIENTE recensione di Daniele Giordano

Se la passata edizione del Festival Cinemambiente si presentava in bicicletta… quest’anno potremmo parafrasare… siamo a piedi…La parola "denaro" mette sempre in agitazione, da una parte all’altra delle trattative! Alla fine si è riusciti a trovare una somma esigua per un festival sempre in ascesa! Dopo lo spostamento di data del Festival Cinemambiente per farla coincidere con l’evento Expo, finalmente si è giunti a racimolare quei pochi spiccioli di euro e tanta caparbietà da parte del direttore artistico per fare decollare la diciottesima edizione che prenderà il via dal 6 -11 ottobre2015. Sebbene abbia uno scarso budget, non mancherà di essere come sempre all’altezza delle sue attese. Il merito è dell’instancabile direttore artistico Gaetano Capizzi e il suo affezionato staff, oltre la continua partecipazione di attori e registi che insieme credono nel festival. Come sempre un peso… due misure per elargire denaro, sicuramente sarebbe bene “tarare” questo sistema se si vuole continuare a pianificare un festival di tale spessore, dovranno cambiare i parametri sull’appoggio economico ai suoi tre festival metropolitani. A parte queste disquisizioni, aprirà il festival, una pellicola sull’emergenza cibo della regista Valentine Thurn dal titolo: 10 Billion.


Torino (Italia), venerdì 18 settembre 2015  

venerdì 11 settembre 2015

GRANDE SUCCESSO PER “PEPERÒ” a cura di Daniele Giordano

Si è svolta dal 28 agosto al 6 settembre 2015 “Peperò”, la 66° Sagra del Peperone di Carmagnola” che ha proposto un intenso cartellone con eventi di gastronomia, cultura, arte e spettacoli oltre ad attività ed esperienze creative e coinvolgenti per tutti i sensi e per tutte le età. Con il prestigioso patrocinio ANCIxEXPO2015 dell’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani, l’allestimento, la gestione e la ricerca degli espositori a cura dell’agenzia Totem di Chiavari (GE) e la collaborazione con l’Associazione Nazionale La Compagnia dei Sapori e tutti i volontari che hanno preso parte all’Evento. L’Amministrazione Comunale è stata artefice di una edizione rinnovata che ha registrato una eccezionale affluenza di pubblico e visitatori, stimata in quantità maggiore rispetto allo scorso anno e attestabile sulle 300.000 presenze. Né è prova anche il fatto che in alcune giornate i telefoni cellulari sono andati più volte in tilt a causa delle eccessive connessioni alle celle. Tutto ciò grazie anche alle condizioni climatiche che sono state clementi in tutti e 10 i giorni di manifestazione. Come per la scorsa edizione, è stata avviata una ricerca universitaria sugli effetti economico-sociologico-turistici della Sagra legati alla valorizzazione del territorio che stimerà in maggior dettaglio anche le presenze e le provenienze, oltre al  volume minimo della ricchezza prodotta che per la precedente edizione era stato stimato in 2.159.804,88 Euro, un risultato eccellente che il Comune spera possa essere ancora superiore per la 66^ edizione appena terminata.  I presupposti ci sono perché in questa edizione le aree gastronomiche sono state esaltate, implementate e attentamente selezionate in termini di qualità dando come risultato una grandissima soddisfazione da parte degli esercenti dei 224 stand (nell’edizione precedente erano circa 150). I primi risultati della nuova ricerca si avranno a metà ottobre e viene nuovamente condotta dal dott. Giuseppe Attanasi - ricercatore confermato dell’Université de Strasbourg (Francia), direttore del LEES (Laboratoire d'Économie Expérimentale de Strasbourg) e docente a contratto presso il Dipartimento di Economia dell’Università Bocconi di Milano - e dalla dott.ssa Valentina Rotondi dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Il ricco cartellone ha proposto tanti eventi gastronomici, la rassegna commerciale, la Piazza dei sapori ed altre aree di ristoro, spettacoli di cabaret, musica pop, rock e jazz ma anche concerti di chitarra classica e musica tradizionale del nord e sud Italia, esibizioni sportive, raduni di Vespe, trattori d'epoca ed auto americane, la Festa di Re Peperone e la Bela Povronera con centinaia di personaggi e maschere carnevalesche, mostre di arte contemporanea, spazi bimbi, luna park, esibizioni sportive ed altro ancora.
I visitatori hanno apprezzato le novità che si sono aggiunte alle proposte tradizionali, come per esempio  il nuovo Salone Peperò con show cooking, cene stellate, talk show e laboratori, l’area Street Food con il cibo di qualità su ruote, il Villaggio Tirolese con prodotti tipici del Sud Tirolo e i numerosi laboratori, molti per bambini e ragazzi, organizzati sul tema del cibo e sulla lingua inglese. Sono andate bene anche le attività a scopo benefico per alcune delle quali è stata molto preziosa la collaborazione con la Banca di Credito Cooperativo di Casalgrasso e Sant’Albano Stura. I principali ospiti sono stati Paolo Massobrio, testimonial del nuovo “Salone Peperò”, il rapper Moreno, il musicista e attore statunitense della serie “CSI Scena del Crimine” Gary Dourdan, lo chef  Diego Bongiovanni da “La prova del cuoco”, il vincitore della terza edizione di MasterChef Italia Federico Francesco Ferrero e Marco Travaglio.
La 66^ Sagra del Peperone è stata organizzata dal Comune di Carmagnola e dall’agenzia Totem di Chiavari, con il patrocinio della Regione Piemonte, della Provincia di Torino, con il contributo di numerosi sponsor privati e grazie alla preziosa collaborazione di Pro Loco, Ascom, Coldiretti e di numerosi volontari. Per saperne di più:  www.sagrapeperone.it 

Torino (Italia), venerdì 11 settembre 2015

giovedì 10 settembre 2015

ALBO BLOGGER ITALIA notizia interessante recensione di Daniele Giordano


Ci è parsa un'ottima idea e pensavamo di divulgare la notizia facendovi partecipe di quanto accade.
Una pagina che mancava, considerato l'evolversi del digitale e dei suoi derivati! Ecco allora subentrare questa pagina, a prescindere dalla sua titolazione, non vuole essere una subentrante a un Albo Professionale, tanto meno occupare un posto agli analoghi che invadono il web per avere un supposto (pre)dominante su categorie già esistenti,  è presentare ai Blogger Italiani un prospetto con regole precise, afferrando quello spazio ancora incondizionato tra le pieghe di come si presume sia la libertà di stampa. Per coloro che volessero saperne di più o essere ammessi all’A.B.I. la procedura da seguire è semplice
basta inviare un messaggio tramite la propria e-mail al seguente indirizzo: bloggerabiblogger@gmail.com inserendo i propri dati e facendo richiesta di adesione. Interessante no?

Torino (Italia), giovedì 10 settembre 2015

lunedì 7 settembre 2015

CARMAGNOLA E IL SUO DESTINO recensione di Daniele Giordano

Nelle precedenti recensioni si è parlato di come la Città di Carmagnola fosse uno scrigno scrivendo dei suoi tesori ricchi di storia, cultura e arte, racchiuso tra i Bastioni sin dal medioevo. Poi dicono alle volte… magari non è vero… ma ci credo, oppure è un caso! Qualsiasi sia stato la causa, è di fatto che il nome, dato in Europa al peperone fu Capiscum, pare provenga dal termine latino capsa, dal significato longevo per la città, tradotto, significa “scatola” dovuta alla forma dell’ortaggio, cioè un contenitore che racchiude la sua ricchezza: I semi del peperone! Come sempre ci sarebbe un’altra origine provenire dalla parola "greca kapto” che significa mordere. Senza dilungarci oltre, addentriamoci in quel che offre la 66esima Sagra del peperone di Carmagnola. Da quest’anno per renderla più identificabile, alla Sagra, è stata aggiunta la parola < Peperò > nata da un progetto di Erica Guerrieri vincitrice del concorso indetto dalla Città di Carmagnola. Come se tutto questo non bastasse a una così variegata Sagra e stare al passo con i tempi, ha voluto dare spazio inserendo un’icona, accostandola alle due simpaticissime longeve figure di Re Peperone e la Bela Povronera, impersonate da Lorenzo Piana e Giuseppina Careglio. Ad affiancarle, sarà la bella e simpatica < Fata Peperò > alias Renata Cantamessa, conosciuta anche come fata zucchina per via di una trasmissione televisiva. Questo per la gioia dei bambini, sì perché da qualche tempo, l’occhio delle Istituzioni è rivolto sui bambini, dai giochi (vedi il gioco del peperone) poiché diventando adulti, continueranno a portare avanti con fierezza questa Sagra del Peperone carmagnolese!
Sbocciata come fiori a primavera, porta tra le vie della città le realtà oggettive che offre questa 66esima edizione per l’appunto, eredità forse leggermente pesante ma non per Silvia Testa, Sindaco della città che ha creduto in tutti questi anni nel progetto, ivi compresa l’Assessore alle Manifestazioni, l’instancabile Letizia Albini insieme a tutte le altre Istituzioni o persone che precedentemente e dopo, hanno seguito il progetto sin dai primi vagiti.
Difficile non parlarne o semplificando la Sagra, parrebbe soffocare ciò che rappresenta di anno in anno la sua programmazione, che non è soltanto cucina o presentazione dei prodotti tipici di zona creando sinergie e opportunità… consumati in pochi giorni… ma elaborato con amore durante tutto l’anno da persone che ci mettono tutto l’amore possibile. Infatti, i risultati si vedono da subito, ancor prima di tirare il bilancio, senza parlare di cifre. Aree dedicate allo street food e i suoi stand gastronomici, i cooking class e le “cene stellate” dell’alta cucina, ospiti come Federico Ferrero per citarne uno su tutti o workshop dediti a incontri e dibattiti condotte dal critico enogastronomico Paolo Massobrio... tutto questo è Peperò... Una tra le tante novità introdotte, si svolge nel Salone Peperò, allestita per l’occasione in piazza Berti, dove 5 FOOD BLOGGER si sfideranno gareggiando tra i fornelli, facendo gustare le loro creatività non solo ai giurati. Conosciamoli: Monica Martino (biologa) di Fiorenzuolo d’Arda (PC), Fernanda Demuro (Casalinga) di Genova, Silvia Leoncini (guida turistica e scrittrice) di Frabosa Soprana (CN), Paola Uberti (Impiegata) di Torino, unico tra donne è Pasquale Alberico (Impiegato) di Marcianise (CE), tutti legati dalla passione culinaria. Ognuno ha cercato di proporre un piatto degno all’occasione della sagra. La difficoltà è venuta quando i concorrenti hanno saputo quali fossero gli ingredienti principi… uno era scontato… l’altro, una novità assoluta, presentato per la prima volta, esportato dalla Nuova Zelanda, uno stranissimo frutto ancor di più il suo nome: Nergi, un baby kiwi, si avrà di che scrivere e voi di leggere su un articolo dedicato a questo frutto. I cinque fantastici super Food Blogger italiani insigniti dal progetto cooperativo Nergi-Qui da Noi, coinvolti da protagonisti, si sono così classificati. Al primo posto troviamo il “lecca pentole e le sue padelle” Demuro; il secondo posto lo occupa “La Masca in cucina” Leoncini; il terzo “Stelly” Uberti; a seguire “Una Biologa ai fornelli” Martino; e poi “I Sapori del Mediterraneo” Alberico, con il suo cannolo ripieno di Seirass (tipico formaggio regionale spalmabile) e peperoni racchiuso tra due metà del frutto Nergi, come omaggio al Piemonte, impreziosito dalla partecipazione e conduzione del giornalista enogastronomico Paolo Massobrio. (Fine)


Torino (Italia), venerdì 4 settembre 2015 

mercoledì 2 settembre 2015

CARMAGNOLA E IL SUO SINONIMO recensione di Daniele Giordano

Dire Peperone è come richiamare la Città di Carmagnola, indiscussa su quest'ortaggio e di conseguenza alla sua lungimiranza, siamo alla 66esima Sagra del Peperone. Da quest’anno ha voluto dare un’identificazione in più alla manifestazione mettendo l’accento sulla parola “Peperò”. Senza fare discriminazioni tra i peperoni coltivati in tutta la nostra penisola e quelli del Consorzio del Peperone di Carmagnola, questi hanno quell’accento in più… senza aggiungere altro! Per coloro che ancora fatica a distinguerli, ricordiamo le quattro qualità che sono: Quadrato, il classico di Carmagnola (forma quadrata a 4 punte), Lungo Corno di Bue (forma conica con 3, 4 lobi), Trottola (cuoriforme a trottola con punta leggermente estroflessa o tronca), Tumaticot (forma tondeggiante leggermente schiacciata ai due poli). Questi sono gli esemplari che ogni anno sono esposti con orgoglio dalla città durante la Sagra per essere venduti o esportati. Descriviamo un breve cenno sulle sue origini e alcune curiosità. Proveniente dall'America Latina, il peperone fu importato in Spagna verso il XV secolo, si diffusione rapidamente in Europa entrando in Italia, sebbene l’Ungheria sia uno Stato tra i più grandi produttori di paprika, conobbe questa solilacea solamente due secoli dopo. Il peperone fu introdotto in Europa in seguito alla scoperta del continente americano e impiegato inizialmente a scopo ornamentale come fu per il pomodoro. Il primo a parlare del Capsicum annuum, termine botanico usato in Europa per il peperone, fu Cristoforo Colombo descrivendolo sul proprio diario. Il genio di Leonardo, preferì essiccarli e farne diventare tinte per i suoi affreschi. Le proprietà organolettiche che il peperone offre al consumatore sono molteplici, il colore giallo o rosso pregiudica la giusta maturazione, a differenza dei verdi raccolti in anticipo. Ricchi di sostanze benefiche se mangiati crudi… altrimenti perdono circa il 50% delle loro sostanze, ma come in tutti i vegetali, questa sostanza si disperde poco dopo il taglio e la cottura, ogni qualità ha la sua funzione in cucina, citiamone uno per tutti, il Tumaticot da mettere in contenitori sotto il graspo (i residui dei grappoli dell’uva), sarà ottimo gustarlo così preso e mangiato durante il periodo invernale. Fu uno scienziato ungherese Albert Szent-Györgyi de Nagyrápolt, naturalizzato statunitense e vincitore del Premio Nobel per la medicina e la fisiologia nel 1937 che esaminando i peperoni trovò con i suoi studi, l’acido esuronico, cambiandogli nome in acido L-ascorbico, noto come vitamina C, il quale mostrò la proprietà di curare e di prevenire lo scorbuto, una malattia che aveva ucciso migliaia di marinai. Szeged, la bella città dell'Ungheria meridionale, si vanta di essere la capitale del peperone, poiché unisce due motivi: quello scientifico e agricolo. Non starà a noi entrare in questa disputa, siamo certi che il lato scientifico di Albert Szent-Györgyi de Nagyrápolt è molto più encomiabile per il suo paese. Contenuto all’interno di questo graditissimo e invidiabile ortaggio, troviamo la capsaicina e il suo alcaloide, una sostanza che irrita le mucose oltre rendere piccanti i peperoni. Un piccolo accorgimento in cucina, quando si puliscono i peperoni prima di cucinarli, si deve mondare tutte quelle parti bianche oltre ai semi, in modo da renderlo più digeribile. Sicuramente l’uomo gioca un ruolo importante durante la coltivazione, madre terra aiuta non poco! Il territorio di Carmagnola, città situata in provincia di Torino (Italia), ha un clima ideale per lo sviluppo dei peperoni, la sua coltivazione iniziata dal '900 è stata fondamentale per l'economia dell'area. Il ministero per le politiche agricole riconosce i Peperoni di Carmagnola come prodotto agroalimentare tradizionale italiano ed è in corso l'istruttoria per il riconoscimento dell'indicazione geografica protetta. Un ortaggio presente sul mercato ortofrutticolo mondiale in numerosissime varietà che si differenziano oltre che per il sapore, anche per la forma.  (segue terza parte)

Torino (Italia), martedì 1 settembre 2015